Sono nato nella meravigliosa Roma il 12 settembre del 1969 da un papà salentino, anzi leccese o meglio ancora trepuzzino e una mamma romagnola di Forlimpopoli che non rimane vicino a Paperopoli, ma tra Forlì e Cesena. Oltre a fare il figlio, inizio a fare il calciatore nel Nucleo Addestramento Giovani Calciatori di una polisportiva di stampo vagamente militare e lo studente presso le scuole delle suore francescane di Lipari che rimanevano praticamente sotto casa mia, in zona Monte Mario e in particolare, ironia della sorte, in via delle Benedettine. Dopo cinque anni di studio, almeno un centinaio di visioni del film "Marcellino pane e vino" e almeno duecento messe servite, inizio a fare più reti, giocando a pallone e a studiare con più attenzione presso le scuole medie, già convinto di non poter diventare un grande campione e di iscrivermi successivamente al liceo classico e non per un particolare amore per il latino e il greco, ma per un profondo odio per la matematica e materie collegate. Frequento il liceo Gaetano De Sanctis e alla fine dei cinque anni con idee molto chiare mi trovo davanti al bivio: iscrivermi a lettere all'università o provare all'Istituto Superiore di Polizia per diventarne un funzionario? Praticamente la stessa cosa!

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